20 maggio 2017 - Collerin (3480m) - Val di Ala

Ultima della stagione?? forse si..

 

Torniamo al Pian della Mussa che c'è bella neve..

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Dettagli GITA:

 

quota di partenza (m): 1800m 

quota vetta (m): 3480m

dislivello complessivo (m): 1680m

difficoltà: BS 

Esposizione: Varie

Periodo consigliato: maggio

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Meteo del giorno

 

Gran sereno con visibilità eccellente 

Zero termico  nelle ore centrali: 2600m in aumento.

isoterma -10 nelle ore centrali:  4400m in aumento.

Venti deboli o moderati di direzione sud occidentale

Innevamento molto buono nelle valli di Lanzo, leggermente sopra la norma a tutte le quote

 

Ultima nevicata nella zona: 19 maggio (20/40cm a 3000m)

 

Pericolo valanghe: 2

 

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

 

- 2000m: 0-40          molto bagnata

- 2500m: 0-200        molto bagnata/primaverile/polverosa

- 3000m: 100-300    polverosa

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Sommario Gita

 

Una gita in ambiente superbo con pendii stupendi per sci e snowboard, anche se con pendenze un po' blande

Dal fondo del Pian della Mussa (Rif. Città di Ciriè) si sale sul Pian del Gias o attraverso il canale delle Capre (rischioso, quando la neve comincia a scarseggiare, per il torrente sottostante, e piuttosto ripido) o attraverso il sentiero estivo (da percorrere a piedi). Percorrere tutto il valllone del Pian del Gias e poi voltare a destra verso il colle dell'Albaron. Al colle, salire i bei pendii sulla sinistra che conducono verso la punta dell'Albaron, ma, arrivati al confine con la Francia, portarsi per cresta facile a sinistra sulla punta del Collerin, identificata da una Madonnina.

from www.gulliver.it

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Questa volta la sveglia suona impietosa alle 2.30 di notte, partenza sovietica come da tradizione.

I motivi di tale partenza non sono solo dovuti alla stagione avanzata, ma al fatto che abbia fatto almeno 30cm di neve fresca in quota il giorno prima, se si arriva oltre le 10 in cima c'è il rischio di trovare farinaccia umida che non è proprio il massimo nè in salita nè in discesa...

Raggiungo il Pian della Mussa alle 4.30 circa, mi preparo e mi metto in marcia con la luce frontale sotto un bel cielo stellato con una falce di luna a est.

Raggiungo la base del Canale delle Capre e con qualche esitazione risalgo la parte a sinistra, sono ancora in dubbio se prendere il sentiero estivo ma dietro di me dopo poco mi ragginge il gestore del rifugio Ciriè che mi consiglia di fare il canalone. Devi quindi a sinistra e mettendomi i ramponi inizio la risalita, nel frattempo la luce inzia a farsi più decisa e si incendiano le vette della valle con bellissimi colori arancioni e rossi. Il gestore del rifugio nel frattempo ha messo il turbo mentre io salgo gestendo le energie con molta parsimonia. 

Il canale delle Capre è decisamente lungo, molto più di quello che mi aspettassi, è dritto e sui 35° di pendenza; nella parte bassa la neve, quasi tutta valanghiva, è ormai coperta di detriti e annerita mentre dalla metà in poi il nuovo strato di neve recente ne conferisce un aspetto più invernale, luccicante con i primi raggi del sole che non si fanno attendere quando sono circa a metà.

 

Con una strettoia finisce la salita del canale e finalmente si apre tutto il vallone in tutto il suo splendore, molto bello ma anche apparentemente troppo piatto, calzo la split e seguo la traccia addentrandomi nel vallone, sulla destra si vede il percorso per la Ciamarella, lunghissimo.

La traccia sembra quasi discontinua perchè le falcate di chi mi ha anticipato sono lunghissime, super allenato! ma è comunque di grande aiuto per farmi faticare un po' meno, l'ambiente attorno a me è bellissimo con vette innevate e imponenti, canali e plateau immensi ovunque ammantati di neve fresca.

Il vallone è un falsopiano dove non mi sembra di guadagnare quota e invece al fondo mi accorgo che almeno 200m li ho fatti tutti, ora la cima è evidente e ripiegando a destra i pendii si fanno finalmente più sostenuti. La neve qui a differenza del vallone è meno morbida ma solo in questo punto perchè dopo poche inversioni torna farinosa.

 

Risalgo con lunghi zig zag le rampe che si susseguono e man mano che salgo vedo stagliarsi a sud la Bessanese dal suo lato più bello e severo, invece di fronte a me vedo la bella parete ovest della Chalason che è una opzione ma il gestore del rifugio Ciriè che nel frattempo già scende me la sconsiglia, troppo carica di neve fresca, in effetti non convinceva neppure me del tutto. Inoltre non avendo soci con cui salirla non mi sono fidato.

Il pendio è davvero lunghissimo e sciisticamente magnifico, ampio e intonso di neve fresca.. accellero il passo già un po' stanco e raggiungo il ghiacciaio del Collerin che segue un'ampia sella che lo separa dai pendii dell'Albaron di Savoia.

Il percorso è ancora relativamente lungo e dopo aver scattato qualche foto al magnifico panorama mi incammino verso la cima con le ultime inversioni e un mega traversone, dietro di me vedo alcuni skialp procedere spediti e accellero prima che mi tritino tutto.

 

L'arrivo in cima è con la split ai piedi. Il panorama stupendo con la vista a 360° su tutte le Alpi Francesi e valli di Lanzo, in particolare è bellissima la parte della Chalason e Ciamarella con contrasti di luce forti e sinuosi, sexy. Ho mantenuto le aspettative di arrivo in vetta, alle 10!

Mi raggiunge nel frattempo Fabio un simpatico skialp con il quale scambio qualche parola dopodichè finite le foto e video di rito assemblo la split e viaaaa si scende.

 

Prima parte traversone che non da noia, poi il ghiacciaio su magnifica farina, curve veloci e ampie seguendo a vista la traccia della salita. Raggiunto il principale plateau aumento la velocità sempre su neve ottima; curve però più strette e giocose ma altrettanto veloci che mi riportano in un batter d'occhio già al vallone principale. Tutto molto bello.

Raggiunto il vallone pensavo quasi di spingere e invece...tiro praticamente dritto su neve che non ha mollato nulla, ancora bellissima, la tavola sotto i piedi vola e riesco ancora a divertirmi fino ad arrivare al canale delle Capre. I giochi sono finiti? assolutamente NO!

Il canale delle Capre è in ottime condizioni con curve su firn via via più pesante scendendo ma sempre perfettamente sciabile anche nell'ultima parte dove i detriti impietosi rallentano la soletta..

Arrivo tavola ai piedi fino ai prati del Pian della Mussa concedendomi anche una chiacchierata con uno skialp che prendeva il sole.

Purtroppo un po' di ravanaggio mi tocca ad ogni gita e sbagliando strada ho dovuto superare e guadare il fiume per due volte ma in compagnia di camosci e stambecchi.

 

Anche stavolta pausa pranzo con birra e panino al rifugio Ciriè in piacevole compagnia di Fabio che nel frattempo mi ha raggiunto

 

Stagione finita? mi sa di si.. ma è stata davvero molto positiva

 

Arrivederci a Novembre!!!

 

Powered by Wikiloc