9 maggio 2017 - Rocce Maria (3380m) - Val di Ala

Mai fatta una gita dal Pian della Mussa?? 

 

bisogna rimediare..!!

 

..per ora "accontentiamoci" della Cima Maria..

 

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Dettagli GITA:

 

quota di partenza (m): 1780m 

quota vetta (m): 3380m

dislivello complessivo (m): 1600m

difficoltà: BSA 

Esposizione: Nord-Est

Periodo consigliato: maggio

 

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Meteo del giorno

 

Gran sereno con visibilità eccellente 

Zero termico  nelle ore centrali: 2700m in aumento.

isoterma -10 nelle ore centrali:  4600m stazionaria

Venti deboli di direzione occidentale

Innevamento molto buono nelle valli di Lanzo, leggermente sopra la norma a tutte le quote

 

Pericolo valanghe: 2

 

Spessore neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

 

- 2000m: 0-80          molto bagnata/primaverile

- 2500m: 0-200        molto bagnata/primaverile

- 3000m: 100-300    polverosa

 

Quota innevamento continuo: 1500 a nord 2500m a sud

 

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Sommario Gita

 

La gita si sviluppa in un ambiente vario e grandioso.

Si parte dal Pian della Mussa, si risale il canale di Arnas fino a raggiungere la piana del Rifugio Gastaldi dove con un semicerchio si aggirano delle rampe per immettersi in un vallonetto secondario. In alternativa si può puntare dritti e risalire le prime rampe ma spesso qui la neve è molto dura al mattino quindi sconsigliabile per la splitboard.

Si piega quindi a sinistra risalendo le bastionate delle Rocce Pareis, si passa a destra di Rocca Affinau, si perviene a un ampio ripiano 2860 m, alla base del colle di Arnas. Dal ripiano si sale il ripido pendio del colle di Arnas 3010 m, eventualmente con i ramponi.

Si scende di una cinquantina di metri sul versante francese del Glacier d'Arnes (a volte senza sci) facendo attenzione a non scivolare sulle rocce ghiacciate.

Si risale il ghiacciaio con un ampio semicerchio da destra a sinistra verso Punta d'Arnas (sud ovest) per evitare le zone più crepacciate (crepacci trasversali); si sale (sud poi sud est) con pendenza mai eccessiva fino in prossimità del Colle di Rocce Rosse, piegando poi a sx verso la vicina vetta.

Discesa per la strada della salita oppure dal colle di Arnas puntare diretti verso il canale ononimo sfruttando i pendii più ripidi, consigliato per lo snowboard.

 

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La stagione volge al termine e come di consueto i dislivelli crescono inevitabilmente...

Questa volta organizzo con Giuseppe e Sandro suo amico, partenza piuttosto sovietica e alle prime luci dell'alba eccoci al Pian della Mussa.

Dopo veloci preparativi e un'occhiata al GPS superiamo il torrente e calziamo praticamente subito i legni, davvero ancora notevole l'innevamento in zona con neve continua fino quasi a 1500m a nord.

Il bosco è da subito rado, la neve durissima dal gelo, occorre un passo adeguato e un buon pettinamento delle pelli per evitare di scivolare all'indietro, specialmente nei traversi. Dopo poco diventa subito evidente il canalone di Arnas, baciato già nella parte rocciosa dalle primissime luci dell'alba.

Alla base del canalone la neve inizia ad essere più morbida e evito di mettere i ramponi, anche per via della pendenza non troppo sostenuta, proseguiamo a piedi nel canalone accompagnati dai primi skialp che nel frattempo ci hanno raggiunti.

A metà del canale una barra rocciosa ci complica un po' la vita con un passaggio leggermente rognoso, ma nulla di preoccupante, riprendiamo ancora a piedi per un centinaio di metri dopodichè in un tratto meno ripido metto finalmente gli assi.

 

Ora la progressione è nettamente superiore e lascio indietro i ragazzi, proseguo con qualche acrobazia nei traversi fino all'uscita del canalone dove si apre in tutta la sua magneficenza il pianoro del Gastaldi che termina con un severo anfiteatro di montagne ripidissime e rocciose. Mi guardo in giro ma non mi è chiaro il percorso perchè gli spazi sono molto ampi e ci sono più vallonetti minori laterali che mi fanno dubitare. Decido di seguire parzialmente una traccia ma ben presto mi viene il dubbio e con un altro traversone cerco di ritornare più basso individuando una rampa di accesso al vallonetto terminale del pianoro. Con un paio di inutili e stancanti monta e cala raggiungo finalmente il vallone giusto per la salita, altri skialp mi raggiungono e superano e inzio a risalire su ottima traccia, i ragazzi sono molto indietro e li vedo scavallare solo dopo un bel po', quando sono arrivato praticamente ai pendii superiori.

 

Ora vedo il colle di Arnas ma non manca poco, impiego quasi ancora un'ora a raggiungerlo, a sud la neve sta già mollando e salendo scivolo qualche volta sulle pelli, che sono ormai molto molto consumate. 

Raggiunto il colle si apre il panorama sulla Francia, molto bello. Ora mi preparo per scendere i 50m che mi separano dal Ghiacciaio ma la discesa è tutt'altro che facile: le rocce sono scivolose e la neve fresca le maschera, in più tenere la split in mano divisa è una porcheria, in più punti devo tergiversare per capire dove mettere i piedi e l'impiccio delle mezze tavole in mano sono peggio del previsto. Fortunatamente me la cavo con un paio di scivoloni senza conseguenze e arrivo al ghiacciaio piuttosto stanco.

 

La salita è ancora lunga: ci sono più di 300m di dislivello ancora da fare ma le pendenze sono blande, devo alternare un tot di passi a pause per riprendere fiato, sono piuttosto stanco. L'ambiente è bellissimo e la neve fresca copre come zucchero a velo tutto l'anfiteatro roccioso del ghiacciaio, la traccia è comunque buona e lentamente ma inesorabilmente raggiungo a mezzogiorno circa la cima. Il panorama è molto bello con la vista sulle valli di Lanzo e sulla Francia, il sole è tipedido ma gli sbuffi di aria freddi.

Mi preparo per la discesa dopo foto e video.

 

Dall'alto studio attentamente la linea della discesa per sfruttare meglio possibile il ghiacciaio, è molto ampio ma la pendenza e neve migliori si trovano sulla destra o in centro. Scelgo per la seconda opzione. 

Scendo direttamente dalla cima fronte a me con prime curve dure, raggiunto il bacino la neve si fa morbida e farinosa ma non è perfettamente liscia, il che mi fa ridurre la velocità sebbene la neve sia ottima. Nel centro del ghiacciaio è dove mi diverto di più riuscendo a dare gas e fare belle curve di qualità, passo con un breve traversone tra due crepacci ben distanti fra loro e raggiungo la parte destra del ghiacciaio dove traccio un'altra bella linea, niente male. 

Raggiungo nuovamente il colle salendo i 50m con le gambe davvero segate, una sofferenza, ma stavolta in salita mi sembra più facile e ricalzo la split. 

Da qui in giù fino al canale di Arnas la neve è ben sciabile ma non il massimo: un piccolo strato di farina umida non trasformata su fondo duro già piuttosto tracciato, un po' meglio nell'ultima parte ma sciata mediocre. Dei ragazzi non c'è traccia.

Il canale di Arnas infine è già cotto all'inverosimile: un pappone mistico lento e quasi insciabile, una merda, non riesco praticamente a curvare, migliora invece la situazione nel bosco che è meglio protetto dal sole, qui faccio un po' il kazzone con qualche trick inutile e fatto male. Nel canale ritrovo anche Giuseppe e socio con cui ci beviamo una birra dopo al rifugio Ciriè.

 

 

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